Pero…¿dónde he hecho mi voluntariado? / Ma…dove ho fatto il mio volontariato?

Durante estos meses he hablado aquí de algunas de mis actividades, de mis proyectos, de las cosas que más me han permitido disfrutar del Servicio Voluntariado Europeo, pero nunca os he enseñado una sola imagen del lugar en el que he pasado estos 8 maravillosos meses de mi vida…

Aquí llegan dichas imágenes…

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Durante questi mesi ho parlato qui di alcune delle mie attività, dei miei progetti, delle cose che mi hanno permesso godere di più il Servizio Volontario Europeo, ma non vi avevo mai fatto vedere un’immagine del posto in cui sono stato questi meravigliosi 8 mesi della mia vita…

Eccole l’immagini…

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El deporte es realmente para todos… // Lo sport è veramente per tutti…

A falta de poco más de un mes para finalizar mi voluntariado europeo, una de las muchas cosas que he podido aprender no solo de la realidad social de Cremona, sino de la realidad social mundial, es que, día tras día, el deporte logra una integración social para personas con discapacidad que ninguna de las políticas de gobierno podría jamás pensar de alcanzar.

Durante estos meses he podido ver a PERSONAS con discapacidad realizar piragüismo, fútbol, baloncesto, tenis, y muchos otros deportes a un nivel realmente alto y, sobre todo, con una energía y una pasión que me han permitido dar un nuevo punto de vista al deporte más allá de la competición y el bienestar físico, verlo como una herramienta, como el soporte vital para muchas personas en su día a día.

A todos ellos, ¡gracias!

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Quando manca un po’ di più di un mese per finire il mio volontariato europeo, une delle cose che ho potuto imparato non soltanto della realtà sociale cremonese, anche di quella mondiale, è come ogni giorno lo sport diventa una via di integrazione sociale per persone con disabilità che nessuna amministrazione attraverso le sue politiche riuscirebbe mai a raggiungere.

In questi mesi ho potuto vedere delle PERSONE con disabilità fare canottaggio, calcio, pallacanestro, tennis e tanti altri sport con un rendimento spettacolare e, piuttosto quello, con un’energia e una passione che mi hanno permesso osservare da un altro punto di vista lo sport più al di là della semplice competizione e il benessere fisico, vederlo anche come una risorsa, come sostegno di vita per tantissime persone nella loro rutina.

A tutti loro, grazie!

Una fiesta para todos / Una festa per tutti

El pasado domingo 22 de septiembre pude participar en uno de los eventos principales de mi voluntariado. La Fiesta del Voluntariado de Cremona  reunió a más de 100 asociaciones de voluntarios de todo el territorio y permitió a todos los que se acercaron hasta Piazza Stradivari y Piazza Duomo conocer la importancia del voluntariado.

Además, los distintos voluntarios europeos que estamos realizando nuestro SVE en Cremona hicimos una presentación del programa, ayudando a promocionar esta oportunidad para los jóvenes europeos.

¡Solo me queda desear poder estar presente también en la edición del 2014!

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La domenica scorsa, 22 settembre, ho avuto la possibilità di partecipare in uno dei evento più importante del mio volontariato. La Festa del Volontariato di Cremona ha coinvolto più di 100 associazioni di volontari di tutto il territorio e ha permesso a tutti quelli che sono arrivati in Piazza Stradivari e Piazza Duomo conoscere l’importanza che ha il volontariato.

Inoltre, i diversi volontari europei che facciamo il nostro SVE a Cremona abbiamo avuto l’opportunità di fare una presentazione del programa, col desiderio di aiutare a promozionare quest’opportunità per i giovani europei.

Soltanto voglio desiderare essere anche presente nell’edizione del 2014!

Ecco il video fatto da me:

Cartel fiesta voluntariado

FESTA VOLONTARIATO

Próxima estación: Perugia // Prossima fermata: Perugia

Tras dormir en Poggibonsi, un pequeño pueblo cercano a San Gimignano, nos disponíamos a afrontar el trayecto más largo de nuestro viaje, que tenía como estación de destino la capital de la región de Umbria, Perugia.

Tras coger un tren en Poggibonsi que nos llevó a Florencia, donde pudimos realizar una parada técnico-turística, pusimos rumbo a Perugia, a donde llegamos al mediodía. Nada más llegar allí, la sensación de tranquilidad de aquella ciudad nos dio un poco de respiro tras las turísticamente superpobladas Volterra y, especialmente, San Gimignano.

Como tantas otras ciudades que hemos visitado, Perugia centraba su encanto en la zona del casco histórico, rodeado también por una muralla y que, desde la llamada Rocca Paulina, una especie de mirador con galerías subterráneas, permitía vislumbrar el esplendor del verde de Umbria, que no tenía nada que envidiar al toscano.

La entrada al centro histórico se hace por una calle ancha que parece introducirnos, como las calzadas de esfinges egipcias, al corazón de una ciudad bastante desconocida por muchos (itaianos) pero que en ese día y medio, ha hecho méritos más que suficiente para señalarla con letras mayúsculas en mi mapa de Italia. ¿Por qué?

Porque ofrece una arquitectura medieval muy bien conservada reflejada en su fuente de Nicola y Giovanni Pisano del siglo XIII que preside la Plaza Mayor, el Palacio Mayor, el gótico de  la Catedral de San Lorenzo y tantas otras construcciones religiosas e incluso populares, que contribuyen a crear un entramado de calles que deja muy buenas sensaciones al visitante.

Además, Perugia es conocida por la trufa (que, por supuesto, probé) y por ser la ciudad de nacimiento de Perugino,  artista del Cinquecento, con reminiscencias de Rafael y que ocupa un lugar central en la Galería Nacional de Umbría, museo ubicado en el Palacio Mayor y que me dejó un muy buen sabor de boca por lo cuidado de sus salas, y por permitirme descubrir algún que otro artista, además de gozar de su buena colección del Trecento, una constante  en los museos de Italia que he visitado.

Un aspecto curioso de Perugia, ciudad que, por cierto, ofrece una gran cantidad de rincones donde poder disfrutar un poco del silencio y que poseen gran belleza arquitectónica y natural, es que de las 3 fuentes en las que hice una parada parar beber agua, las tres comenzaban con agua fría que, tras unos segundos, pasaba a calentarse, haciendo imposible encontrar agua fría en esta ciudad, tranquila, con una luz especial debido al blanco de los muros de sus edificios emblemáticos, sus amplios espacios y  sus habitantes y visitantes (que no se contaban por miles) que hacían del paseo por sus calles un goce tranquilo y totalmente enriquecedor.

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Dopo aver passato la notte a Poggibonsi, un piccolo paese vicino a San Gimignano, eravamo pronti per fare il tragitto più lungo del nostro viaggio, che aveva come destinazione il capoluogo dell´Umbria, Perugia.

Abbiamo dovuto prendere prima un treno che da Poggibonsi ci ha portato fino a Firenze, dove abbiamo fatto una fermata tecnico-turistica e poi ci siamo incamminati verso Perugia dove siamo arrivati a mezzogiorno. Appena siamo arrivati là, abbiamo apprezzato la sensazione di tranquillità di quella città che ci ha permesso di respirare un po` dopo le superturistiche città di Volterra e, soprattutto, San Gimignano.

Come tante altre città che abbiamo visitato, Perugia concentra la sua bellezza nel centro storico, circondato dalle mura che, dalla Rocca Paulina (una specie di belvedere con gallerie sotterranee), permettono di vedere lo splendore del verde dell´Umbria, di grande bellezza come quello della Toscana.

L´accesso al centro storico avviene attraverso una larga strada che ci introduce, come nella valle delle sfingi” in Egitto, al cuore di una città molto sconosciuta per tanti (italiani) ma che in quel giorno mi ha fatto vedere tante cose e che da allora rimane appuntata a caratteri maiuscoli nella mia personale mappa dell’Italia.. Perchè?

Perchè offre buoni esempi ben conservati di architettura del Medioevo, come si può vedere nella fontana di Nicola e Giovanni Pisano nel centro della Piazza Maggiore, nel Palazzo Maggiore, nel Gotico della Cattedrale di San Lorenzo e in tanti altri edifici religiosi e anche popolari, che aiutano a creare un complesso di strade che lasciano un bel ricordo nella mente del visitatore.

Inoltre, Perugia è conosciuta per il tartufo (che infatti ho assaggiato) e per essere la città di nascita  del Perugino, artista del Cinquecento, che fa ricordare Raffaello e che ha una posizione centrale all´interno della Galleria Nazionale d´Umbria, museo ubicato all´interno del Palazzo Maggiore e che mi ha lasciato una bella sensazione per la cura delle sue stanze, per avermi fatto scoprire alcuni artisti e per avermi svelato una bella collezione di pittura del Trecento,  fenomeno costante nei musei italiani che ho visitato.

Un aspetto curioso di questa città, che, infatti, ci offre tanti posti belli dove potere godere del silenzio e che hanno una grande bellezza architettonica e naturale, è che delle 3 fontane in cui ho provato a bere acqua, tutte e tre iniziavano con l´acqua fredda ma, dopo alcuni secondi, l’acqua diventava calda, essendo così impossibile trovare acqua rinfrescante in questa città tranquillae con una luce speciale per il bianco delle pareti dei suoi edifici più importanti. Di Perugia ricorderò i suoi spazi aperti, i suoi abitanti e anche i visitatori (che non erano tanti) che facevano delle passeggiate per le strade godendo di un momento tranquillo e interessante.

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Próxima parada: Volterra…y San Gimignano // Prossima fermata: Volterra…y San Gimignano

El autobús que cogimos en Lucca nos llevó hasta Pisa (donde pudimos ver desde el autobús la zona de la torre, la catedral y el baptisterio), donde tuvimos que coger otro autobús que nos llevó a un pueblo llamado Pontedera, desde donde tuvimos que buscar un autobús que nos llevase a Volterra. Finalmente, a eso de las 10.30 o así estábamos en Volterra, con la esperanza de, al final del día, visitar también San Gimignano

La llegada a Volterra, situada en lo alto de una colina, como ocurre con asiduidad con estas pequeñas ciudades amuralladas de la Toscana, nos ofrecía un paisaje bastante animado y poblado de turistas. Además, eran muchos los habitantes que engalanaban las calles con banderas y diversos kioskos que, colocados en un parque de la ciudad, esperaban a la fiesta que ese fin de semana se debía realizar, también con clara inspiración medieval

Las calles de Volterra, de un marrón arenoso, mucho más claro que el que nos encontraríamos después en San Gimignano, ofrecen un casco histórico bastante amplio por lo que, a diferencia de lo que ocurre en otros lugares, el entorno medieval, recogido y especial, te acompaña por todas las estrechas calles de una ciudad, esta vez sí, tomada por los turistas

Además de la plaza del ayuntamiento medieval, el “Duomo”, la fortaleza Medicea, de Volterra destaca el conjunto de sus calles y el ambiente de tranquilidad que allí se respira. Además, son continuos los detalles que uno puede encontrar mientras pasea por la ciudad, viendo rincones de una bellísima factura, disfrutando a su vez del paisaje verde y lleno de pequeñas colinas de la Toscana o disfrutando de los restos del teatro romano que se vislumbran en un pequeño barranco y que nos hacen recordar que estamos en Italia.

Cabe destacar que para acceder a Volterra desde Pisa, el recorrido que hicimos nos obligó a hacer más kilómetros de los necesarios debido también a que las carreteras en esta zona son estrechas y en subida y que, para salir de Volterra en autobús hay que estar muy atento a los horarios, ya que no son muchos los autobuses que parten de esta ciudad a lo largo del día.

Es por ello que para llegar a San Gimignano tuvimos que hacer una parada de más de dos horas en un pueblo llamado Colle di Val d´Elsa, que no estaba en el programa pero que presentaba un casco histórico sobre una colina muy interesante, al que llegamos en un ascensor GRATUITO que unía la ciudad baja y la alta, en la que la figura de Arnolfo di Cambio estaba muy presente, no obstante es su ciudad natal, y que dejaba a sus pies un bello paisaje propiamente toscano (verde, con girasoles y algunas casas diseminadas) y que nos permitió hacer una parada antes de poner rumbo a San Gimignano, mientras, en el horizonte, una tormenta parecía acercarse.

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L`autobus che abbiamo preso a Lucca ci ha portato fino Pisa Pisa (dove abbiamo potuto vedere dall’autobus la zona della torre, il Duomo e il battistero) e, dove abbiamo dovuto prendere un altro autobus che ci ha portato a un paese chiamato Pontedera, da dove abbiamo dovuto cercare un bus che ci portasse a Volterra. Alla fine, circa alle 10,40 siamo arrivati a Volterra con la speranza di potere andare anche a San Gimignano alla fine del giorno.

L´arrivo a Volterra, sita sulla cima di una colina, come succede spesso con queste piccole città murate in Toscana, ci ha offerto un paessaggio abbastanza animato e pieno di turisti. Inoltre, tanti abitanti avevano addobbato le strade con bandiere e diverse bancarelle che, sistemate in un parco della città, erano pronte per la festa che quel weekend avrebbe avuto luogo, e s durante la quale si sarebbe potuto godere di un ambiente Medioevale.

Le strade di Volterra, col loro colore marrone sabbioso, molto più chiaro di quel colore che avremmo trovato dopo a San Gimignano, offrono un centro storico abbastanza grande e per questo, a differenza di quel che succede in altri posti, il contesto medioevale, raccolto e speciale, ti accompagna per tutte le strette strade di una cittàcomunque piena di turisti.

Inoltre, la piazza del Comune medioevale, il Duomo e la fortezza Medicea di Volterra si stagliano sul complesso delle sue strade e sull´ambiente rilassato che lì si respira. Sono tanti i dettagli che ciascuno può trovare mentre cammina per la città  che nasconde angoli bellissimi e offre allo stesso tempo un paessaggio verde e pieno di piccole colline della Toscana unitamente ai resti del teatro romano che si vedono dalla città e ci fanno ricordare che siamo in Italia.

Dobbiamo sottolineare che per arrivare a Volterra da Pisa, il percorso che abbiamo fatto ci ha obbligato a fare qualche kilometro in più dei neccesari poichè le strade in questa zona sono molte strette e in salita e per partire da Volterra in autobus devi stare atento agli orari, poichè non sono tanti gli autobus che partono di questa città durante il giorno.

È per questo che per arrivare a San Gimignano abbiamo dovuto fare una fermata di più di 2 ore in un paese chiamato Colle di Val d´Elsa, che non era nel programma ma che aveva un centro storico molto interesante ubicato su una collina a cui   siamo arrivati con un ascensore GRATUITO che collegava la città bassa e la città altadovela presenza di Arnolfo di Cambio -èovunque, proprio perchè è la sua città natale.Dalla città alta abbiamo potuto ammirare un bel paessaggio toscano (verde, con i girasoli e qualche casa). Colle Val d’Elsa ci ha permesso di fare una fermata verso San Gimignano, mentre all’orizzonte, una sembrava arrivare un temporale.

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